In bici sull'Anello di Rocca Maia

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Il punto di partenza  e di arrivo dell'itinerario si trova di fronte alla stazione FS di Genova Pontedecimo, servita da diversi treni che espletano il servizio di trasporto bici.  
La Rocca Maia (o Maccà) é una prominenza rocciosa che si erge sullo spartiacque tra la Val Varenna e la Val Polcevera nei pressi di Lencisa. Dà il nome a questo grande anello molto panoramico che si può percorrere con una mountain bike. I km di sterrato sono solo 9 rispetto ai 33 complessivi ma sono altamente spettacolari e molto pedalabili.
Si parte dalla stazione di Genova Pontedecimo (m 82) sfruttando l'intermodalità treno + bici. Occorre salire ai Piani di Praglia (m 878) ma per farlo non si userà completamente la provinciale n. 4 che nel suo primo tratto è monotona e un po' trafficata. Una buona metà della salita si riuscirà a fare su viabilità minore in parte sterrata. Dalla stazione si raggiunge il centro di Pontedecimo e quindi si prosegue per Campomorone (m 113) dove si continua sul fondovalle per arrivare ad Isoverde (m 205). Sulla piazza del paese, nei pressi del benzinaio, si gira sulla sinistra ed in breve si incomincia a salire sensibilmente. Raggiunta località Gallaneto (m 236) si scende sulla sinistra per attraversare il Rio Corneo e risalire sull'alta sponda nei pressi di S. Michele. Non si entra in questa località che sta su di un cucuzzolo con la sua chiesa, ma si prosegue in salita dove dopo tre tornanti si abbandona l'asfalto per proseguire su di uno sterrato sulla sinistra (m 285). Si tratta di una bella strada nel bosco lunga circa un km che ci condurrà a metà di una tranquilla provinciale, la n. 50 che percorsa in salita conduce a località Caffarella (m 470). Da quest'ultima località non rimane che proseguire, sempre in salita, sulla provinciale n. 4. E' una strada a sezione molto larga che sale a tratti anche ripida. Via via che si sale lo sguardo spazia sui crinali alla nostra sinistra, tra noi ed il mare. Si tratta della zona che percorreremo in discesa una volta arrivati in cima ed anche il tratto più interessante del percorso. Possiamo notare da destra a sinistra, la Colla del Canile sull'Alta Via dei Monti Liguri, Monte Prarotado, la Rocca Maia, il Colle di Lencisa e la Madonna della Guardia.
Arrivati in cima (m 878) si incontra l'Alta Via dei Monti Liguri che proviene da sinistra, la si prende, sempre su asfalto, per scendere alla Colla del Canile (m 851) dove incomincia uno sterrato scavato nel fianco della montagna in un paesaggio roccioso e brullo. Lo sterrato incomincia a salire e ci porta sul crinale di fronte al mare di Genova Pegli (m 879). Qui si abbandona l'Alta Via e si svolta decisamente a sinistra incominciando a scendere il fianco sud del Monte Prarotado. La discesa è gradevole e porta ad una cappelletta dedicata alla Modonna della Guardia posta su di colletto a m 666 nei pressi della Rocca Maia dove c'è una palestra di roccia. Ora occorre scendere decisamente nel bosco a sinistra lungo il versante nord della montagna. Si giunge alle prime case di località Cà di Bruzzi (m 531) dove si ritrova l'asfalto e si continua a scendere fino ad incontrare la  strada che sale sulla destra a Lencisa. Qui si nota una singolare costruzione fortificata, è il Paxo di Torbi  (m 470) una casa forte dove si amministrava la giustizia ai tempi della Repubblica di Genova. Lasciato il Paxo alle nostre spalle saliamo con discreta pendenza a Lencisa (m 570) e svoltiamo a sinistra su ripida salita. 
Stiamo scalando il versante nord del Monte Figogna sulla cui sommità sta il santuario della Madonna della Guardia, tanto caro ai genovesi. In questa escursione non dovremo però salire fin lassù ma al secondo bivio sterrato sulla sinistra (m 607) svolteremo su di esso per salire ancora un poco ed infine scendere decisamente su di un fondo misto sterrato e cementato. A quota 507 incontreremo il percorso sterrato dell'antica autoguidovia che saliva alla Madonna della Guardia ed oggi trasformato in una bella pista ciclopedonale. Lo percorreremo in discesa fino alla Gaiazza (m 329). Da questa località ci sono molte possibilità per scendere a Genova Pontedecimo, noi abbiamo scelto di continuare sul percorso della vecchia autoguidovia, ora asfaltato ma non meno interessante del tratto percorso in precedenza. Giunti sulle sponde del Torrente Polcevera (m 63) non rimane che risalire il suo corso con la viabilità ordinaria per ritornare a Genova Pontedecimo.
 
(fonte: www.adbgenova.it)
 
  


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