Tra gli antichi borghi della Val Graveglia

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Tra le valli attorno a Genova merita di essere visitata anche la Val Graveglia, attraversata quasi interamente dal torrente omonimo.
Il territorio è circondato da diverse vette montane tra cui il monte Zatta, posto al confine tra le province confinanti di Parma, della Spezia e Genova, dalle cui pendici (a quota 950 m) nasce il torrente Graveglia il quale attraversa la valle per poi confluire nel fiume Entella nella piana alluvionale tra i comuni costieri di Chiavari (ovest) e Lavagna (est).
La morfologia dei terreni è caratterizzata da ripidi pendii e frequenti sono i ritrovamenti di cavità nella roccia, diventate ad oggi meta di di geologi e speleologi per approfondire uno studio più dettagliato del territorio e quindi sulla sua storia primitiva. Nella zona è presente una delle più grandi miniere di manganese d'Europa: la miniera di Gambatesa.
Oggi, a causa di modifica sostanziale del quadro normativo in cui opera il Museo Minerario, la visita in galleria col trenino dei minatori è temporaneamente sospesa in attesa di conseguire le nuove autorizzazioni necessarie all'ingresso in sicurezza alle parti sotterranee della miniera. Il Museo Minerario è comunque aperto e merita una visita (info su http://www.minieragambatesa.it/).
 
Ne è l'unico Comune della Val Graveglia, il quarto per estensione comunale nella provincia. Il territorio comunale è formato dalle frazioni e località di Arzeno, Caminata, Castagnola, Chiesanuova, Conscenti, Frisolino, Graveglia, Nascio, Piandifieno, Pontori, Reppia, Sambuceto, Santa Lucia, Statale e Zerli per un totale di 64,14 chilometri quadrati.

Da visitare a Ne:
La Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta nel capoluogo a Campo di Ne. Ricostruita nel 1626, aperta solo in occasione delle funzioni liturgiche, conserva al suo interno un trittico del pittore Teramo Piaggio ritraente la Madonna col Bambino tra i santi Michele Arcangelo e Bernardo; tale dipinto dovrebbe essere risalente, come afferma la sottostante iscrizione, al 1546. L'odierno posizionamento del dipinto nell'abside è risalente tra il 1867 e il 1868 quando fu incorniciato. La sua parrocchia fu già presente dall'XI secolo.

La Chiesa parrocchiale dei Santi Maria e Michele. L'antica chiesa parrocchiale fu costruita a metà strada tra i borghi di Statale e Nascio in località denominata "la Crocetta" per sopperire alla richiesta delle due comunità rurali unite in origine in un'unica parrocchia. Nel 1565 con la separazione dei due borghi in due parrocchie distinte, entrambe si dotarono di due nuove chiese e Nascio ricostruì un nuovo edificio di culto dedicandolo all'antica denominazione. L'attuale aspetto della chiesa è dovuto ad un rifacimento nel corso del XX secolo. La parrocchia di Nascio passò per un lungo periodo, dal 1519, nei territori spirituali della diocesi di Brugnato fino al 1959 quando fu unita alla diocesi di Chiavari.

Tra i borghi storici ricordiamo:
Botasi. È il nucleo più consistente di una vasta area, tra vegetazione di castagneti e zone di pascolo. Sono presenti un centro agrituristico, allevamenti di api, da cui si ricavano il miele, e recenti coltivazioni di mele. Attraverso diversi sentieri montani, come il passo della Camilla, si può salire al nucleo abitativo di Case Zatta - posto alle pendici del monte omonimo - oppure salire verso la Valle Sturla.

Campo di Ne. Già nel 1535 la località fu segnalata come tra le più popolose della valle, dando in seguito il nome all'intero territorio comunale. Secondo fonti locali qui vi fu eretto un antico castello medievale, posto in posizione strategica e con un'ampia visuale su tutto il comprensorio neese. Il castello fu in seguito demolito dalla Repubblica di Genova nel 1133 per ignari motivi. La chiesa di Santa Maria Assunta è sicuramente di antiche origini, anche se le forme attuali risalgono alla seconda metà del XVII secolo e ulteriori restauri effettuati nel XIX secolo. All'interno è conservato un pregevole trittico del 1546 di Teramo Piaggio raffigurante la Madonna con il Bambino Gesù tra San Michele Arcangelo e San Bernardo.

Statale. Antico villaggio già presente in epoca romana, come testimoniano i recenti ritrovamenti di un insediamento rurale nei suoi boschi, è uno dei più importanti nuclei della valle grazie anche alle presenza di un noto stabilimento di acque minerali, il maggiore nell'intero comprensorio provinciale. Di pregio la chiesa parrocchiale dedicata a San Bartolomeo.

Tolceto. Nel territorio sono presenti i resti della vecchia chiesa romanica di Santa Reparata, abbandonata nella seconda metà del XVI secolo. Nel paese e in mezzo ai castagneti sono ancora visibili numerosi essiccatoi per le castagne con le caratteristiche feritoie triangolari. Un sentiero montano permette di collegare il borgo con il vicino comune di Cogorno, attraversando il monte San Giacomo.

Zerli. Fino a poco tempo fa uno dei maggiori centri del neese conserva ancora i resti del castello e della torre dei Garibaldi. Nella vicina località di Gosita è presente una quercia, in buono stato di vegetazione, la cui circonferenza del tronco raggiunge quasi i cinque metri e pertanto inserita dal WWF come uno dei più grandi alberi da proteggere.
 
(Fonti: Wikipedia, sito Comune di Ne, sito Comune)


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