La Val Petronio: da Sestri Levante a Moneglia

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La Val Petronio è un'antica valle posta nell'estremo levante provinciale, al confine con la provincia della Spezia, prende il nome dal torrente omonimo che qui scorre attraversando la valle. La vallata unisce quattro comuni, di cui due sulla costa (Sestri Levante e Moneglia), e i restanti comuni posti nell'entroterra ligure (Casarza Ligure e Castiglione Chiavarese).

Il nostro viaggio inizia a Sestri Levante che per la sua conformazione geografica viene definita localmente come la "città dei due mari", essendo il centro storico sestrese affacciato sulle due baie "delle Favole" e "del Silenzio".
E proprio dalle due Baie inizia il percorso.
La Baia del Silenzio trasmette sempre sensazioni particolari quando la si ammira a qualsiasi ora del giorno e della notte. Regala acque trasparenti ed il mare della Baia del Silenzio è circondato da case color pastello che rendono incantevole il paesaggio. Insomma, una meta obbligata per chi visita il levante ligure; mentre la Baia delle Favole fu chiamata così dallo scrittore danese Hans Christian Andersen: ed è a lui che Sestri Levante ogni anno dedica un premio letterario per la letteratura per l'infanzia.
Tante sono le Chiese e i monumenti che possono essere visitati a Sestri Levante, ma se preferite una passeggiata nella natura, magari osservando il mare, vi consigliamo Punta Manara.
E’ un vasto promontorio di forma triangolare soggetto a tutela ambientale dal 1977.
Alla lecceta si alternano corbezzoli, erica ed una sugherata oltre agli immancabili pini marittimi che ne ricoprono la sommità situata a circa 265mt sul livello del mare. All’interno dell’area protetta è possibile scorgere i ruderi di un’antica torre di avvistamento sarecena che testimonia, al pari di altre torri che si ergono in punti strategici del Golfo quali Punta Mesco e Punta Chiappa, l’attività di difesa dei territori costieri ed interni dagli attacchi dei pirati.
Uno dei sentieri principali che ci permette di scoprire questa preziosa zona naturale parte proprio dai vicoli del centro storico: dopo aver percorso una scalinata tramite la quale si abbandona il centro storico, il percorso prosegue pressoché in piano nel verde della natura prima di scendere, eventualmente verso Riva Trigoso attraverso un ripido sentiero di ginestre, oppure seguendo il sentiero indicato molto più agevole.
Camminando potete arrivare anche a Riva Trigoso, caratteristico borgo delimitato da Punta Manara verso Ovest in direzione Sestri Levante e Punta Baffe verso Est in direzione di Moneglia. E’ costituito dalla parte più antica e collinare, Trigoso, e da Riva (l’antica Ripa).
Il torrente Petronio divide in due la baia: a Ponente il borgo marinaro che negli ultimi anni si è arricchito di strutture ricettive adatte a tutti ed una piacevole spiaggia libera, mentre a levante si trova il nucleo dei primi del Novecento che ospita i cantieri navali Fincantieri, nonché una ampia porzione di spiaggia attrezzata in stabilimenti balneari.
Dal 2002 Riva Trigoso è gemellata con Vera Cruz: la cittadina americana fu destinazione di ingenti migrazioni di residenti rivani tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento che qui proseguirono le loro attività legate principalmente alla pesca: non è raro ancora oggi imbattersi in persone a Vera Cruz che parlano tra di loro il tipico dialetto rivano.

Rientrando leggermente, nell'entroterra, arriviamo a Casarza Ligure, dove merita una visita il Museo Minaralogico Parma Gemma.
Il museo è sorto grazie a una collezione privata di minerali dell’Appennino. Sono migliaia i pezzi esposti, con esemplari visibili solamente al microscopio. Il Museo è organizzato in tre sale ed espone trecentocinquanta vetrine: minerali di rame, manganese, zolfi e gessi dell’Appennino Ligure-Tosco-Emiliano.
Svolge un’intensa attività didattica e divulgativa con l’ausilio di diapositive. Sono presenti vetrine con minerali di altre regioni italiane e straniere, alcuni esemplari di pregio sono di proprietà dei ricercatori e non del Museo. Negli ultimi anni l’istituzione si è arricchita di un’importante collezione di rocce con minerali di utlizzo industriale ma anche scientifico.
La collezione allestita all’esterno, annovera centinaia di pezzi di notevoli dimensioni, per un percorso di circa centro metri lineari. Nell’ambito del percorso mussale vengono organizzate visite guidate gratuite nelle miniere della zona ed in diverse altre località dell’Appennino
Indirizzo: via Annuti 31, Casarza Ligure
Riferimenti per informazioni: Tel.: 0185 46981 (Comune)
Apertura: da concordare telefonicamente

Castiglione Chiavarese è il terzo comune che incontriamo nella nostra visita. Posto strategicamente, Castiglione vede nascere il torrente Petronio dal monte San Nicolao che passando ha scolpito la roccia, creando particolari effetti paesaggistici e naturalistici.
Qui sorge l'Ecomuseo Alta val Petronio e Museo di Cultura Contadina. Il Museo si trova a Velva, frazione che è a suo modo un museo a cielo aperto. Situato nei locali dell’antico Oratorio dei Bianchi, edificio adibito al culto fino agli inizi del secolo scorso, è suddiviso in due sezioni dedicate rispettivamente: una alle attività agricole compreso tipiche attività di lavorazione dei prodotti come la macinazione e la frangitura e altre attività domestiche; l’altra alle attività artigianali, di trasporto e commerciali.
Vi è una raccolta di oggetti, segni della vita della comunità di un tempo; ad esempio il laboratorio del falegname-bottaio, che spesso era anche un contadino che destinava parte della sua giornata alla coltivazione. E ancora, il laboratorio del carrettiere-mulattiere, del calzolaio o del contadino rappresentato nel gesto della battitura delle castagne o della trebbiatura. Un ciclo a parte è dedicato ai mulini, centrali nel panorama contadino della comunità castiglionese, rappresentati principalmente da quelli per granaglie e dai frantoi per olive
Indirizzo web: http://www.comune.castiglione-chiavarese.ge.it
Indirizzo: Via alla chiesa
Riferimenti per informazioni: Tel. 0185 408 016 (Comune)
Apertura: si consiglia la prenotazione telefonica

Restando nella frazione Velva anche lei merita una visita: le prime notizie del paesino di Velva risalgono al 1451, quando fu nominata in un documento la Chiesa di San Martino, caratterizzata da uno splendido risseu. Questo centro storico di grande bellezza è un notevole esempio di architettura rurale tipica delle campagne liguri. L’impianto urbano medievale è sopravvissuto grazie al fatto che l’interno del borgo, quasi completamente pedonale, non è percorribile da autoveicoli.
Le creuze e i caruggi angusti, dall’acciottolato in pietra, e gli archi, che uniscono e separano le case, donano un’atmosfera antica e suggestiva.
Il Santuario di Nostra Signora della Guardia è più a nord, al confine col Comune di Maissana. La sua costruzione fu fortemente voluta dalla popolazione della frazione di Velva ed i lavori per l’edificazione cominciarono nel XIX secolo, ad opera dell’architetto Maurizio Dufour, già autore di numerose opere architettoniche genovesi e liguri.
All’interno si trova un crocifisso in legno dello scultore Antonio Canepa. Nel 1892 lo stesso artista eseguì il gruppo ligneo della Madonna della Guardia, oggi conservato nel Santuario. Prima di essere sistemata nella sua definitiva sede, l’opera trovò posto nelle due chiese genovesi, Santa Maria delle Vigne, prima, e San Torpete, poi. Tale fu la devozione verso questa statua, da parte dei genovesi devoti, che nel 1894 venne trasferita a Velva quasi di nascosto. Un’identica scultura, opera dello stesso autore, si trova nel santuario di Nostra Signora della Guardia di Ceranesi.
Il 29 agosto di ogni anno, in occasione dei festeggiamenti per Nostra Signora della Guardia, si svolge la processione dal paese sino al Santuario.
Indirizzo web: http://www.comune.castiglione-chiavarese.ge.it
Indirizzo: via al Santuario di Nostra Signora della Guardia - Velva

Arriviamo a Moneglia, ultimo paese prima della provincia della Spezia. Il paese si trova all'interno di un'ampia baia delimitata da due promontori, entrambi ricchi di vegetazione mediterranea e pinete: ad ovest si estende il promontorio di Punta Moneglia e ad est quello di Punta Rospo. Mentre il primo è interamente selvaggio e raggiungibile solo mediante sentieri, il secondo presenta diverse zone residenziali fino all'abitato di Lemeglio.
A Moneglia visitate la Chiesa di Santa Croce e l'Oratorio dei Disciplinanti.Riedificata nel 1726 sulle rovine causate dal crollo improvviso della pieve precedente la Chiesa racchiude opere di valore artistico di Anton Maria Maragliano e una Ultima cena della scuola di Luca Cambiaso, che proprio qui a Moneglia ebbe i natali.
Sulla facciata della chiesa, di forme barocche, è murata un'antica lapide a ricordo dei capitani monegliesi che parteciparono con propria galea alla battaglia della Meloria ed alcuni anelli della catena che chiudeva il porto di Pisa.
L'attiguo Oratorio dei Disciplinanti risale al secolo X ed è il più antico edificio esistente, arricchito da cicli completi di affreschi databili al 1200, al 1500, al 1700.
Indirizzo web: http://www.webdiocesi.chiesacattolica.it
Indirizzo: Via Vittorio Emanuele 147
Riferimenti per informazioni: Diocesi di Chiavari tel: 0185.491643

 



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