L'Anello di Torriglia

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L'Anello di Torriglia è un percorso ricco di storia e natura tra le valli Scrivia e Trebbia, è un sentiero lungo circa 22 km, fruibile a piedi, in Mountain Bike e parzialmente anche a cavallo.

Da Torriglia si segue il segnavia "triangolo vuoto giallo" per arrivare in circa un'ora e mezza al Monte Lavagnola, si percorre per un centinaio di metri la strada, fino ad incontrare sulla sinistra la mulattiera Via Antola che in breve conduce allo storico Castello dei Fieschi, antico baluardo e simbolo della ricca storia di Torriglia. Le prime notizie certe del castello risalgono ad una bolla papale del 1153. Nel 1180, il castello è proprietà dei Malaspina che lo mantennero fino al 1250 con la benedizione di Federico II. In seguito, nella seconda metà del XIII secolo, il castello fu acquisito da un ramo della famiglia Fieschi.
Nel 1392, la fortezza subì un primo serio tentativo di assedio da parte delle forze di Raffaele Adorno. Nel 1430, le truppe inviate da Filippo Maria Visconti riuscirono nell'impresa, ma il castello tornò nelle mani dei Fieschi nemmeno due anni dopo. Tranne che per un brevi periodi, infatti, Torriglia rimase possedimento della famiglia genovese fino al 1547.
Successivamente alla sconfitta dei Fieschi, il castello restò legato al nome della famiglia Doria, sotto il cui dominio cambiò profondamente aspetto. Nel 1799, due anni dopo la fine dei Feudi Imperiali, il castello venne assalito e distrutto dalla stessa popolazione di Torriglia.
L'opera di distruzione, insieme con i rifacimenti cui fu sottoposto nel corso dei secoli, rende purtroppo molto difficile risalire alla struttura originaria del castello. L'insieme, curiosamente a forma di nave, è lungo circa sessanta metri e largo circa venti: la "prora", disposta a sud, minaccia a protegge allo stesso tempo l'abitato; a nord, invece, è la torre.
Senza dubbio, la torre a pianta quadrata, da cui forse Torriglia prende nome, rappresenta l'elemento di maggior rilevanza. La diversità nella tecnica di costruzione farebbe pensare, infatti, a lavori eseguiti in due distinte epoche e, secondo alcuni studiosi, il basamento potrebbe risalire ad epoca romana.
Durante il domino dei Doria, il castello assunse una spiccata funzione residenziale e gli spazi interni vennero nuovamente ridistribuiti secondo le nuove necessità.

Quindi si prosegue sulla mulattiera fino ad incontrare la strada carrozzabile per la frazione Colomba, si gira a destra e la si segue fino ad innestarsi sulla strada provinciale della Val Brugneto che si percorre in discesa per poche decine di metri. Sulla sinistra si imbocca una strada che conduca alla Cappella della Costa, storico riferimento e ricovero di viandanti e viaggiatori, posta all'incrocio di importanti strade: una risaliva dal mare per arrivare in Lombardia, mentre la seconda collegava Torriglia al Piacentino passando per la val Brugneto.
Il sentiero prosegue sul raccordo ufficiale tra il Monte Antola e l'Alta Via dei Monti Liguri, procedendo sullo spartiacque prima rivolti verso la Val Trebbia e poi in Valle Scrivia, fino a raggiungere un incrocio: a sinistra sopraggiunge l'AVML proveniente dal Passo del Portello, mentre a destra si continua lungo il sentiero "Anello di Torriglia" fino alla Località Scoffera.
 
Prima di proseguire è doveroso guardare alla vetta del Monte Lavagnola, che con i suoi 1118 metri offre un panorama suggestivo sul Mar Ligure, regalando, nelle giornate più limpide, la vista della Corsica, parte dell'Arcipelago toscano e della riviera di Ponente.
Quindi ci si rimette in cammino sul sentiero dell'AVML in direzione Sud-Ovest dove si trova il segnavia "T" rosso. Dopo circa 3 km si attraversa la strada provinciale n.20 nei pressi dell'abitato di Rossi e si prosegue sul sentiero che scende a Scoffera.

Arrivati al Passo della Scoffera si prosegue seguendo il segnavia "T" giallo, in direzione di Tercesi. Il percorso va avanti su asfalto tra case e giardini fino ad una strada sulla destra che porta a Laccio. Attraversato il torrente Laccio si comincia a risalire, quindi si prosegue per la località Castellà, in prossimità di una cappella e di un'area di sosta, si attraversa l'antico ponte sul torrente Siginella e si giunge sulla strada comunale per olcesi. In pochi minuti si è al vecchio Mulino di Zane, ormai in disuso. Il sentiero prosegue in un bosco, passata la frazione Piccola Torriglia si prosegue in direzione di Torriglia e dopo circa 100 metri si riprende una mulattiera che conduce a Marzano.

L'anello prosegue in salita raggiungendo il centro del paese, oltrepassato il bivio per Olcesi si prosegue per raggiungere la mulattiera che sale e permette di guadagnare in circa 30 minuti un piccolo pianoro dove sorge la cappella della Panteca, posta su un itinerario di notevole rilevanza storica e di collegamento tra i due antichi feudi della famiglia Fieschi, Torriglia e Montoggio.
Da qui si procede raggiungendo il crinale dove svetta, con la sua croce bianca e le fioriture di lavanda, il Monte Spigo, che domina tutta Torriglia. Dopo circa 1,5 km tra frassini, noccioli e maggiociondoli si arriva al Passo di Pentema e sulla strada comunale che uniche Torriglia alla frazione famosa per il suo presepe.

Pentema è un borgo rurale che sembra un presepe: E' quasi naturale, quindi, che lungo i vicoli, sotto alle volte, nelle aie ancora intatte, dentro le case degradanti lungo il pendio del monte, vengano allestite, in periodo natalizio, ambientazioni legate a mestieri ormai estinti del mondo rurale, a momenti di vita quotidiana del XIX secolo, interpretati da manichini a grandezza naturale e vestiti con costumi d'epoca.
Dopo Pentema si attraversa e si prosegue in salita seguendo il crinale fino ad incontrare la mulattiera Donetta - Pentema. Camminando non sarà difficile imbattersi nel daino, che qui è di casa.

L'itinerario prosegue in discesa fino a Donetta, quindi si può decidere se scendere in venti minuti a Torriglia, seguendo la mulattiera contraddistinta dal segnavia "due pallini gialli", oppure chiudere l'anello.
Per completare l'itinerario si prosegue sulla strada comunale fino al raccordo con la provinciale n.15 del Brugneto sulla quale si prosegue in discesa fino alla prima curva dove si stacca un sentiero che in circa 15 minuti permette di chiudere l'anello in prossimità della Cappella della Costa.


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