Laghi del Gorzente

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L’inizio del sentiero si trova sulla strada Provinciale dei Piani di Praglia in località Prou Renè, dove è posta un’edicola in legno che descrive l’itinerario. Particolari punti di interesse si incontrano sul sentiero, testimoni dei tempi passati su quelle montagne, dalla Fontana del Segaggin, alla Pietra del Grano, dalle Carbonaie alle Neviere fino al Sacrario di Passomezzano, zona in cui vennero fucilati alcuni partigiani scampati al massacro della Benedicta.

 

Dal punto di vista naturalistico la zona presenta un clima temperato-continentale con particolari caratteristiche conferitole dalla conformazione orografica: la vicinanza dello spartiacque costale e l’andamento longitudinale delle valli sui due versanti contribuiscono a creare situazioni climatiche del tutto particolari, in inverno le masse d’aria costrette a superare il crinale appenninico creano situazioni di Stau e Fhon, ora su un versante ora sull’altro. Per quanto riguarda l’aspetto faunistico sono presenti numerose specie animali, dai caprioli ai cinghiali, si possono facilmente ammirare i volteggi di poiane, gheppi e bianconi, mentre nei pressi di vecchi ruderi è facile imbattersi in nidi di barbagianni; fra i rettili rari avvistamenti di vipera aspis e colubridi, prede preferite del biancone.

 

Le specie flogistiche presenti sul percorso sono quelle appenniniche, ma dimostrano aspetti vegetazionali particolari dovuti alla singolare natura del substrato roccioso e alla secolare antropizzazione del territorio, infatti di grande interesse è la struttura geologica dell’area sul quale è localizzato il sentiero: il “gruppo Voltri”; le rocce di questo gruppo appartengono ad un fondale oceanico generatosi circa 170 milioni di anni fa.

 

I primi insediamenti umani di cui ci è giunta notizia riguardano le località di Prato Leone e risalgono all’era del Neolitico. In epoca Medievale il territorio era attraversato da importanti vie commerciali, mentre l’economia agricola e pastorale delle popolazioni era integrata dalla produzione di legname, ghiaccio e carbone di legna.

Sul percorso è presente l’Osservatorio naturalistico ambientale del C.A.I., che ospita al suo interno una mostra permanente delle principali emergenze ambientali, mentre sul retro vi è un riparo che rimane sempre aperto.



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