Mele

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Risalendo la strada che da Genova Voltri si arrampica al passo del Turchino si può raggiungere in pochi minuti il comune di Mele (m 125, ab. 2686), la cui storia è in gran parte legata all’antica produzione della carta, che ne ha caratterizzato lo sviluppo nel corso dei secoli fino a pochi decenni fa. Oggi le cartiere rimaste in attività sono poche: alcune di esse sono state interessate da un positivo processo di riconversione produttiva, altre da un recupero abitativo. Per altre ancora non mancano le promesse per una loro trasformazione utile ad una riqualificazione ambientale del territorio. A Mele si notano anche positivi segnali di nuove attività nel settore del turismo, dell’artigianato e di ritorno alla campagna che costituiscono un prezioso presidio ambientale.
 
Santuario dell'Acquasanta. L'origine del Santuario, oggi meta continua di pellegrinaggi che provengono in maggior parte dalla Liguria e dal Piemonte, viene fatta risalire ad epoca remotissima. Secondo alcuni storici sarebbe collegabile alla venerazione di una sacra immagine, collocata in luogo frequentato da tempo immemorabile per la presenza di una sorgente d'acqua solforosa. Il santuario è croce latina con una sola navata. L'interno è stato affrescato da Giuseppe Canepa nel XVIII secolo e ripreso, nel 1911, da Rodolfo Gambini. Nella prima cappella della parte destra, dedicata all'Assunta, la tela sull'altare è opera del pittore Lazzaro Tavarone del 1616; nella seconda cappella sinistra la tela Santi Anna e Gioacchino e la Madonna giovinetta di Giuseppe Canepa del 1785. Nel transetto il crocifisso è attribuito ad Anton Maria Maragliano, mentre le sottostanti quattro statue marmoree dello scultore Antonio Brilla. Nella sagrestia, oltre al "tesoro del santuario", il dipinto della Sacra Famiglia di Domenico Fiasella. Una Scala Santa composta di trentatré gradini, copia di quella che si dice percorse Gesù Cristo per giungere da Pilato, fu costruita a partire dalla Cappellina in direzione del santuario.
 
Le terme. Collocate nel verde ombroso di un vetusto parco di lecci e altre essenze mediterranee e dominate dal coreografico fronte barocco del Santuario, le terme hanno finalmente riaperto al pubblico nel gennaio 2011. Hanno ai piedi il piccolo tempio da cui sgorga l’”acqua santa”. Un locus amenus, indubbiamente, un ambiente permeato dal fascino che la natura e l’arte gli hanno conferito nel tempo, ma anche un luogo della salute in cui già nei secoli scorsi le genti della Liguria e, in particolar modo i naviganti, si ritrovavano per curare le patologie che li affliggevano: sia quelle della gola e dei bronchi, sia quelle della pelle. Info: 010 - 638178.
 
Museo della Carta. Sempre nella frazione di Acquasanta, nell'antica cartiera Sbaraggia, si trova il Centro di Testimonianza ed Esposizione dell’Arte Cartaria. Al suo interno è allestito un percorso didattico che illustra, grazie anche ad alcuni macchinari, le fasi di lavorazione della carta che qui veniva fabbricata utilizzando materiale da macero o cartone. Info: 010 - 638103.
 
Per maggiori informazioni visitate il sito: www.comune.mele.ge.it