Serra Riccò

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Situato nella val Polcevera e distante appena 17 chilometri dal centro di Genova, il comune sparso di Serrà Riccò (m 187, ab. 7961) offre la visita al Santuario di San Rocco e alla Parrocchiale di Valleregia, la degustazione del salame di Orero e la possibilità di ammirare l'antichissima chiesa di San Michele di Castrofino, la cui origine daterebbe addirittura al V secolo. Risalendo fino a San Cipriano (m 239), nella cui chiesa a Natale viene allestito un bellissimo presepe con statuine nei modi del Maragliano, si ridiscende la valle fino ad arrivare a Pontedecimo, delegazione già appartenente al comune di Genova e tradizionale sede di arrivo della corsa ciclistica del Giro dell'Appennino (quest'anno in calendario il 10 aprile).
 
Pedemonte. Frazione capoluogo del comune, di origini romane o medievali, anticamente chiamata Isosecco, Pedemonte è posta sulla riva destra del Secca, su un'antica strada che collegava il passo di Crocetta d'Orero col fondovalle. Intorno all'anno Mille a Pedemonte si trovava un castello dei visconti Carmandino, oggi raffigurato nello stemma comunale ma del quale non rimangono tracce.
Il nucleo più antico del paese è formato da case raccolte attorno alla chiesa parrocchiale della Santissima Annunziata, su una collina che sovrasta il torrente, e da pochi casolari sparsi nei dintorni. L’espansione edilizia del XX secolo, favorita dalla costruzione della strada di fondovalle, ha invece occupato tutto il versante della collina e le aree ai suoi piedi, fino alla riva del Secca.
Sulla riva opposta del torrente, alla confluenza del rio Pernecco, nel XVI secolo venne eretta una chiesa in onore di San Rocco di Montpellier (oggi santuario) come ringraziamento per avere protetto la popolazione dalla terribile epidemia di peste nera del XIV secolo.
Nel greto alla confluenza del rio Pernecco nel torrente Secca, vicino al luogo dove ora si trova il santuario, nel 1506 il contadino Agostino Pedemonte ritrovò la tavola bronzea di Polcevera, documento datato al 117 a.C., riportante la sentenza dei fratelli Minucii (Sententia Minuciorum) mandati dal Senato di Roma per risolvere un contenzioso di confine fra le tribù liguri dei Genuates e dei Veiturii Langenses.
 
Serra è la frazione che dà il nome al comune, situata sulla strada che da San Cipriano porta al santuario della Vittoria.
La locale chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta ebbe per lungo tempo la giurisdizione ecclesiastica sulle altre parrocchie delle diverse frazioni nelle valli del Secca e del Riccò e in epoca napoleonica divenne sede comunale. La casa comunale fu ospitata in un primo tempo in un edificio, ancora esistente, nei pressi della chiesa, ma già nella prima metà dell’Ottocento fu trasferita a Pedemonte.
 
Castagna. Situata nel fondovalle, poco prima di Pedemonte per chi proviene da Bolzaneto, questa frazione deve il suo sviluppo all’apertura della strada di fondovalle, che ne ha fatto, insieme a Mainetto, il polo commerciale del comune. Castagna è legata ad una grande famiglia dell'aristocrazia genovese, i Negrotto Cambiaso che vi possedevano, sulla sinistra del Secca, una bellissima villa del XVII secolo, con una cappella gentilizia e l’annesso cimitero di famiglia. Nella villa, oggi in rovina, negli anni venti del Novecento visse lo scrittore italo-inglese Jack Donghi che vi ambientò il racconto (in lingua inglese) “Uno più uno uguale uno”.
 
 
Per maggiori informazioni visitate il sito: www.comune.serraricco.ge.it